Storie di uomini straordinari - Nikola Tesla

Stranezze e curiosita' del caso


Costretto per mancanza di finanziamenti a spostarsi da un albergo all'altro, Tesla doveva spesso lasciare sul posto bauli di documenti, a garanzia dei suoi debiti. E questi bauli, mai ritirati, furono oggetto di un'affannosa ricerca iniziata subito dopo la sua morte, perche' qualcuno pensava che potessero rivelare molti segreti sulle sue scoperte e sulle sue invenzioni
Alla sua morte alcuni rappresentanti dell'OAP, su richiesta dell'FBI, andarono all'Hotel New Yorker - sua ultima residenza - e sequestrarono tutto quello che era appartenuto a Tesla. Due autocarri pieni zeppi di documenti, diari, mobili e oggetti personali furono cosi' mandati alla "Manhattan Storage and Warehouse Company", dove il carico fu aggiunto alla trentina di casse e pacchi di fascicoli gia' custoditi in quel deposito fin dagli anni '30

L'intera collezione fu sigillata su ordine dell'OAP. Strana procedura, visto che Tesla, anche se di origine Serba, aveva da anni la cittadinanza americana... Dopo la sua morte, il Governo Americano si diede un gran da fare per scovare tutti i suoi documenti (diari, appunti, note e ricerche) prima che lo facessero altre potenze straniere. L'FBI sospettava che l'intelligence tedesca avesse gia' fatto sparire, molti anni prima della sua morte, del materiale con cui i nazisti avrebbero sviluppato la tecnologia necessaria a costruire dischi volanti

Quindi, per evitare che un episodio analogo potesse ripetersi, venne confiscata e fatta sparire qualunque cosa ricollegabile anche solo lontanamente a Tesla. Tuttavia, una dozzina di scatole di appunti lasciati in pegno negli hotel dove aveva alloggiato, erano stati tempestivamente venduti per ripagarsi dei conti inevasi; di conseguenza, la maggior parte di queste scatole non fu mai ritrovata. Inoltre, come ebbe a dichiarare Sava Kosanovic, qualcun altro aveva gia' passato a setaccio le cose appartenute a Tesla, ancor prima dell'arrivo dell'OAP

Nel 1976, quattro anonime scatole piene di fogli furono messe all'asta a Newark, nel New Jersey, durante la vendita della proprieta' di un certo Michael P. Bornes, un ex libraio di Manhattan. Le scatole furono acquistate da un tale di nome Dale Alfrey, che se le aggiudico' per 25 dollari. Quando Alfrey, che non aveva la benche' minima idea di cosa contenessero, si mise a guardare nelle scatole per vedere se aveva fatto un affare, ci trovo' quelli che sembravano diari e annotazioni personali di un tizio di nome Nikola Tesla.

Ma, paradossalmente, nel 1976 il nome Nikola Tesla non era molto conosciuto e Alfrey, dopo aver dato un'occhiata sommaria a quel materiale credette d'aver trovato gli appunti d'uno scrittore di fantascienza, tanto incredibili gli sembrarono le cose lette ... Cosi', dal momento che non contenevano alcunche' di valore, Alfrey sistemo' le vecchie scatole nel seminterrato di casa, ripromettendosi di dar loro un'altra occhiata in futuro, magari quando avesse avuto piu' tempo.

Prima che Alfrey trovasse questo tempo, passarono vent'anni; il loro contenuto, nel frattempo, si era seriamente compromesso e, a causa dell'umidita' del seminterrato, i diari erano pieni di muffa e l'inchiostro era molto sbiadito ... Alfrey, che fino a quel momento s'era disinteressato completamente di quel materiale, a quel punto fu preso dalla smania di salvarlo e impedire che si perdesse per sempre. Inizio' cosi' un lavoro molto scrupoloso: era deciso a tentare di copiare tutto prima che fosse troppo tardi.


E durante questo lavoro certosino, Alfrey si trovo' ben presto coinvolto dall'emozionante lettura di quegli straordinari diari. Le annotazioni di Tesla erano scioccanti e per di piu' contenevano molte rivelazioni segrete della sua vita ... dettagli che fino a quel momento non erano mai stati riferiti dallo scienziato, ne' tantomeno dai suoi biografi. Questi diari rivelavano che nel 1899, quand'era a Colorado Springs, intercetto' casualmente diverse comunicazioni di esseri extraterrestri che starebbero controllando di nascosto il genere umano preparandolo molto lentamente a un'eventuale dominazione, mediante un programma in atto da millenni, o per meglio dire ... fin dalla creazione dell'umanita'.

Tesla aveva documentato i suoi lunghi anni di ricerche per interpretare quei segnali radio, e tutti i suoi inutili tentativi d'informare il governo e i militari. Si sarebbe anche confidato con alcuni suoi benefattori, incluso il Colonnello John Jacob Astor.
Anzicche' credergli, costoro pensarono invece che l'unica battaglia dell'umanita' per riconquistare il controllo del suo destino, fosse quella scatenata da Nikola Tesla ... Fu un precursore. Avrebbe voluto elevare l'umanita' con tecnologie innovative, ma le sue idee "fantascientifiche" furono accolte con derisione o disprezzo, anche se poi, proprio tra quelli che cospirarono contro di lui, alcuni rubarono molte delle sue invenzioni piu' favolose.

Nell'estate del 1997, dopo aver finito di leggere tutto il contenuto dei quattro scatoloni, Alfrey era pronto ad analizzare i documenti salvati nel computer, alquanto meravigliato dall'assenza di disegni e schemi. Non sapeva ancora che Tesla non illustrava mai le sue idee, perche? le sue invenzioni si basavano unicamente su schemi mentali.

Alfrey s'era anche accorto che nei diari di Tesla c'erano vari "buchi" di giorni, mesi e perfino anni, ragion per cui comincio' a pensare che ci potessero essere degli altri diari in qualche magazzino o soffitta dimenticata. Nel tentativo di ritrovarli, si mise a fare ricerche in Internet, sperando di trovare qualche informazione in merito. Riusci' invece ad attirare l'attenzione di qualcuno che preferiva che quei diari sparissero per sempre ...
Nel settembre del 1997, un giorno in cui Alfrey era solo in casa, un certo Jay Kowski gli telefono' dicendogli d'essere interessato ai diari di Tesla. Dopo qualche minuto di conversazione, d'improvviso cadde la linea e contemporaneamente suono' il campanello di casa. Mentre stava andando ad aprire la porta, Alfrey trovo' tre uomini nell'ingresso. Prima ancora che potesse aprir bocca, uno di loro gli disse: "La porta era aperta John, spero che non le dispiaccia se siamo entrati".

I tre, vestiti di nero e in modo identico, sembravano dei M.I.B. ... e si capiva subito che non erano venuti amichevolmente. L'uomo che gli aveva parlato chiamandolo per nome, continuo' a rivolgersi ad Alfrey in quel modo, come se l'avesse conosciuto personalmente. Gli altri due, invece, rimasero vicino alla porta fissandolo per tutto il tempo e non parlarono mai. La situazione, sempre piu' allarmante, culmino' quando l'uomo disse d'essere venuto per i diari e che avrebbe avuto guai seri se non glieli avesse dati. In un primo momento Alfrey disse che non erano in vendita, ma l'uomo gli rispose che sua moglie e i suoi figli sarebbero stati in serio pericolo se non avesse collaborato.

Alfrey rimase allora impalato e incapace di spiaccicare una parola, in preda al panico, fino al momento in cui gli sconosciuti se ne andarono, improvvisamente ... A quel punto, ripresosi in parte dallo shock iniziale, si precipito' fuori di casa per richiamarli, ma di loro e della loro auto non c'era piu' traccia. Allora corse di nuovo in casa e chiuse a chiave tutte le porte. Poi ando' nello studio dove teneva le quattro scatole e il computer, ma le scatole, i documenti al loro interno e i dischetti ... erano spariti.
E come se cio' non bastasse, gli intrusi avevano cancellato completamente l'hard disk del computer. Tutto il suo lavoro su Nikola Tesla gli era stato tolto. Fortunatamente, grazie a tutte quelle ore passate a leggere i diari di Tesla, Alfrey aveva memorizzato abbastanza i loro contenuti, il che gli consenti' una loro sommaria ricostruzione, che fu documentata in un libro. Forse quelle scatole non erano le ultime e potrebbero essercene ancora una dozzina da qualche parte, in attesa d'essere ritrovate; quelle che, secondo i giornali dell'epoca, il governo americano non riusci' mai a trovare.



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